“Esseri testimoni di se stessi sempre in propria compagnia mai lasciati soli in leggerezza doversi ascoltare sempre in ogni avvenimento fisico chimico mentale, è questa la grande prova, l'espiazione, è questo il male” (Patrizia Cavalli)
La realtà della patologia e dei trattamenti oncologici richiede un aiuto partecipe nelle modalità di gestione delle emozioni suscitate dall’essere malati, dalla riorganizzazione delle priorità della vita, dalla ridefinizione della rete sociale e dall’aiuto ai familiari, affinché questi ultimi affrontino gli echi sentimentali che la malattia evoca in loro.
Sorge, dunque, la necessità di focalizzare un’attenzione affettiva alla persona e ai familiari, dal momento della diagnosi e per tutta la durata della malattia; una comprensione della loro risposta adattiva alla nuova situazione; infine, un supporto alle molteplici decisioni da compiere.
Sostenere una persona sofferente nella narrazione del proprio disagio emozionale la aiuta riconquistare un ruolo attivo nei confronti della malattia.
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